Cavalli marini, in mostra la produzione di motoscafi Alfa Romeo


Cinque titoli mondiali, i primi due campionati di Formula 1 della storia, 11 Mille Miglia, 10 Targa Florio, centinaia di altri trionfi nelle categorie Sport e Turismo firmati dai motoscafi Alfa Romeo. La storia sportiva su strada e in pista è nota. Quella che è meno nota è un’altra pagina di questa storia, quella che ha scritto sull’acqua.

Le tecnologie e le innovazioni sviluppate dall’Alfa Romeo, infatti, sono state utilizzate anche nella motonautica, uno sport appassionante come le corse automobilistiche e capace di affascinare il pubblico. Dagli anni ’20 agli anni ’80 l’Alfa Romeo è stata tra le protagoniste assolute anche in questo campo.

Motoscafi Alfa Romeo, una storia di trionfi

motoscafi alfa romeo popoli
Il motoscafo Alfa Romeo Popoli

I motori aeronautici e automobilistici furono adattati per uso marino, sia di produzione che di #racing, derivati ​​non solo dalla mitica Alfette durante e dopo le loro carriere automotive, ma anche da Giulietta, Giulia GTA, Montreal, 2600 e altri.
Tra record e titoli mondiali, europei e italiani nelle varie classi, l’Alfa Romeo ha vinto in acqua quasi quanto in pista e su strada.
Alla delibera seguirà nei prossimi giorni – nel rispetto della normativa anti-Covid – la firma di una lettera d’intenti tra Comune di Procida e Oceanus che formalizzerà gli obiettivi comuni e la timeline per perseguirli.

Nell’anno del 110 ° anniversario del marchio, il Museo Alfa Romeo di Arese rende omaggio a questo capitolo meno conosciuto della storia con una mostra dal titolo «Cavalli Marini», citazione da un articolo pubblicato sulla rivista Quadrifoglio nel 1973 La mostra, che rimarrà aperta dal 17 ottobre 2020 al 21 febbraio 2021, è una straordinaria occasione per scoprire l ” altra vita ‘dei motori del Biscione, dalle competizioni al trasporto pubblico, dai mezzi militari ai motopescherecci utilizzati dopo la Seconda Guerra mondiale per l’approvvigionamento delle mense aziendali.

Record e altro ancora nella motonautica

Marchio storicamente legato al mondo delle corse, i motoscafi Alfa Romeo hanno un ricco elenco di traguardi da mostrare anche nella motonautica. Solo 9 delle 10 imbarcazioni esposte in questa mostra (la decima è una barca da diporto) possono vantare ben 11 record mondiali, 6 campionati del mondo, 7 campionati europei e 9 campionati italiani e 5 medaglie d’oro Coni. La mostra ripercorre la storia di tutte le tipologie di motori che hanno prevalso nella motonautica: dalla mitica Alfetta alle varie declinazioni del bialbero, fino ad arrivare alla Montreal e alla Tipo 33.

Le “tre vite” dell’Alfetta

Nel campo della motonautica, i motori, adattati per uso marittimo, venivano spesso ceduti esclusivamente per uso temporaneo e gestiti sui campi racing direttamente dal reparto #acing dell’Alfa Romeo. È stato il caso, ad esempio, dei motori Alfetta.

La mostra è quindi l’occasione per un ritorno storico: l’incontro tra Arno II – un aerodinamico monoscafo costruito dai cantieri Picchiotti di Viareggio nel 1946 e appositamente restaurato, dopo 70 anni, per questa mostra – e il motore che lo alimentava all’epoca , originariamente concepito per l’Alfetta 158. Un motore che, quando nel 1950 portò all’Alfa Romeo la sua prima vittoria nella storia in Formula 1, aveva già vinto tre campionati del mondo sull’acqua, conquistato un titolo italiano, battuto il record mondiale di velocità e molto altro, con Achille Castoldi alla guida.
Alla delibera seguirà nei prossimi giorni – nel rispetto della normativa anti-Covid – la firma di una lettera d’intenti tra Comune di Procida e Oceanus che formalizzerà gli obiettivi comuni e la timeline per perseguirli.

Proprio Castoldi aveva ottenuto dal 1938 l’uso esclusivo del motore 158 nelle gare di motonautica. E, nel 1943, fu lui a salvare alcune Alfetta nascondendole nella sua fattoria di Abbategrasso, al riparo dai bombardamenti e dalle requisizioni di guerra.

Il pilota dell’Arno II fu persino capitanato da Achille Varzi, che riuscì a salire sul podio della Coppa Luino nel 1948. Alla fine del 1949, quando furono introdotti i rivoluzionari ‘tre punti’, l’Arno II fu messo a riposo, senza motore e mai più usato. Ma il motore di certo non si ritirò: nella sua versione stradale vinse i primi due titoli della storia della Formula 1, nel 1950 con Nino Farina e poi nel 1951 con Juan Manuel Fangio.

Quando, l’anno successivo, Alfra Romeo si ritirò dalla F1, una nuova, straordinaria avventura attendeva il motore dell’Alfetta. Laura 1 °, Moschettiere, Tamiri, Laura 3 ° – quest’ultima addirittura alimentata da due motori Alfetta collegati in linea – hanno scritto pagine memorabili della storia dello sport, con assi come Mario Verga, Ezio Selva e lo stesso Castoldi, che hanno accumulato anche vittorie in #racing come record di velocità.

Motoscafi Alfa Romeo: parata dei campioni del mondo

Celli motoscafi alfa romeo
Nella foto, il motoscafo Alfa Romeo Celli

La mostra comprende anche altre navi con un track record impressionante: il Loustic 2, un entrobordo da regata classe LV-1300 costruito dal cantiere Celli di Venezia e alimentato dal motore da 1300 cc della Giulietta AR530. Nel 1964 vinse tre titoli mondiali nelle gare di 5, 10 e 15 miglia della sua categoria.
Poi c’è il Molinari-Alfa Romeo 2500, unico veicolo esistente nel suo genere, che vinse il titolo mondiale nel 1966.

Costruito per il pilota di motonave dal team Agusta Fortunato Libanori, la sua carrozzeria è realizzata in lega di alluminio aeronautico prodotta dall’Agusta Reparto elicotteri. In omaggio alla collaborazione con questo settore, la coda sfoggia i colori degli aerei di linea Alitalia.

E poi lo scafo “Dalla Pietà – Alfa Romeo” che ha vinto 3 titoli europei e due italiani nella categoria European Runabout/Inboard sport tra il 1968 e il 1970. Un esempio unico, è stato costruito per Luigi Raineri, famoso tuner dell’Alfa Romeo motori marini da corsa.

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Tra i motiscafi Alfa Romeo in mostra anche “Molivio – Alfa Romeo GTA”, capitanata da Leopoldo Casanova, pilota e recordman di entrobordo alimentati da motori Alfa Romeo Autodelta: tra il 1968 e il 1972 vinse un titolo europeo, 4 titoli italiani e batté la velocità mondiale registrare quattro volte in 3 classi diverse.
Il “Celli” del 1970 è il primo dei 4 2500 racer spinti dal motore marino Montreal-Autodelta. È stata guidata da Antonio Pietrobelli, famoso pilota e vincitore da più di 10 anni di titoli italiani, europei e mondiali nelle gare su pista.
Alla delibera seguirà nei prossimi giorni – nel rispetto della normativa anti-Covid – la firma di una lettera d’intenti tra Comune di Procida e Oceanus che formalizzerà gli obiettivi comuni e la timeline per perseguirli.

La serie dei motoscafi da corsa è completata da un pilota costruito dai cantieri Lucini di Como per Franco Cantando, vincitore del record del mondo R3 nel 1974 e campione del mondo l’anno successivo. Infine, la “Popoli-Alfa Romeo” della Collezione del Museo Alfa Romeo. Con questo scafo e il motore Type 33, portato a due litri e mezzo da Autodelta, Leopoldo Casanova ha stabilito il record mondiale di velocità nella classe KC 500 KG, che rimane finora imbattuta, alla velocità media di 225.145 km/h.

Da barchette esplosive a barche veneziane e imbarcazioni da diporto

La storia scritta dall’Alfa Romeo sull’acqua non è fatta solo di gare e record, ma comprende molto di più. A testimoniare l’utilizzo dei motori del Biscione in ambito turistico è il Glauco, rarissimo monoscafo tradizionale da diporto Vidoli di Stresa del 1932, eccezionalmente spinto da un altrettanto raro motore 6C 1750. Era la tipica imbarcazione da turismo per le famiglie benestanti dell’epoca e proviene dalla collezione del Museo della Barca Lariana.

Le vittorie, le sfide, ma anche la storia dei vaporetti veneziani alimentati dall’Alfa Romeo, o dei famigerati “barchini esplosivi” usati durante la Seconda Guerra Mondiale sono raccontati in mostra attraverso modelli in scala unici, immagini storiche e una ricca collezione di oggetti e documenti.
La mostra, che vanta la generosa partecipazione di alcune delle più importanti collezioni internazionali e del museo barca Lariana – Museo Internazionale delle Barche d’Epoca del Lago di Como, ed è patrocinata dalla Federazione Italiana Motonautica-Coni, può essere visitata durante giorni e orari di apertura (sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00). Il costo è compreso nel biglietto d’ingresso.





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