lavori al Castello, in dirittura di arrivo l’appalto


Il Castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, verrà recuperato e valorizzato.

E’ in dirittura di arrivo, infatti, l’appalto indetto con un apposito bando dalla Regione Siciliana la scorsa estate, dopo un finanziamento disposto dal governo Musumeci. La sezione trapanese dell’Urega ha validato la gara e individuato la ditta che potrà espletare i lavori per una cifra vicina al milione di euro.

Adesso si attende il disco verde da parte della soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Trapani per la formale aggiudicazione.

Castellammare del Golfo pronti i  lavori al Castello

«Si tratta – commenta il presidente della Regione Nello Musumeci – di un intervento che punta a riqualificare un esempio importante nel panorama delle antiche fortezze costiere siciliane. Le opere consentiranno di riqualificare il monumento come sede espositiva, realizzando, così, appieno la valenza del Polo museale “La memoria del Mediterraneo”. Una struttura che ha lo scopo di conservare e valorizzare il patrimonio storico, artistico, archeologico ed etno-antropologico della città marinara e del suo territorio».

Il Castello sarà oggetto di un complessivo restyling che comporterà: l’adeguamento strutturale, la rimozione delle parti di intonaco ammalorate e il ripristino della pietra sottostante, oltre alla sostituzione degli infissi.

Verrà recuperato anche il tetto ligneo che, insieme alla scala elicoidale, rappresenta un’importante testimonianza del periodo arabo. Il Museo, invece, vedrà interventi volti al miglioramento della fruibilità e alla modernizzazione delle tecnologie e degli spazi espositivi con l’introduzione di percorsi interattivi e multimediali.

Le prime notizie riguardanti il castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo sono riferite dal geografo arabo Idrisi nel suo “Libro di Re Ruggero”, risalente al 1154.

Egli riferisce che «Nessun castello è più forte di sito né meglio per la costruzione che questo qui […]». La costruzione del castello si attribuisce agli Arabi che lo eressero, intorno al X secolo, sulle rovine di preesistenti fortificazioni.

Il castello venne edificato su uno sperone roccioso prossimo al mare, collegato alla terraferma tramite un ponte levatoio.

Ampliato dai Normanni, divenne poi un’importante fortezza degli Svevi che lo cinsero di mura e vi innalzarono delle torri. Al centro delle lotte fra Angioni e Aragonesi, nel 1314 Castellammare si arrende a Roberto d’Angiò.

Due anni più tardi gli Aragonesi hanno la meglio e si impadroniscono del castello, del quale distruggono parte delle fortificazioni ed una delle torri. Successivamente il Castello fu ricostruito e divenne dimora di numerose famiglie principesche, vassalle dell’Imperatore.

Nel 1500 il castello aveva due torri merlate: una detta “di San Giorgio”, l’altra “della Campana”. Nel 1521 il fortilizio viene protetto da una prima cinta muraria e, nel 1537, venne eretta una terza torre, chiamata “il Baluardo”.

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Nel 1587 venne completata la seconda cinta muraria, munita di tre porte d’accesso. È in questo periodo che il ponte levatoio venne sostituito dal ponte in muratura tutt’oggi esistente. Oggi il castello è stato restaurato e ospita, al suo interno, il Polo Museale “La memoria del Mediterraneo” che ha lo scopo di conservare e valorizzare il patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico della città e del suo territorio.

Esso è articolato in quattro sezioni: Museo dell’acqua e dei mulini, Museo delle attività produttive (Fondazione “Annalisa Buccellato”), Museo archeologico e Museo delle attività Marinare.

 





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