Napoli, il Club Nautico della Vela piange la scomparsa di Gennaro Cascinelli


Lutto nel mondo della vela all’ombra del Vesuvio: bandiera a mezz’asta al Club Nautico della Vela per la morte del vicepresidente Gennaro Cascinelli. Settantaquattro anni, Marinaio e Velista, Socio dal 1984 e Fondatore poi, Cascinelli era stato Presidente del Sodalizio del Borgo Marinari dal 1994 al 2001.

È stato protagonista, dal punto di vista organizzativo, nel suo turno di presidenza dell’Associazione dei Circoli Velici del Golfo di Napoli, ed ha gestito per gli anni 1998, 1999, 2000 i Campionati Nazionali del Tirreno, portando la premiazione dalla banchina al cuore dell’isola di Capri: la Piazzetta.

Addio al vicepresidente Gennaro Cascinelli

Nel 2001, in occasione del centenario della fondazione del Club Nautico della Vela, fu organizzatore del Campionato Nazionale Assoluto IMS, la più importante manifestazione italiana per le classi d’altura.

È stato sempre partecipe, con il sorriso e tanta passione, alle attività veliche e sociali del Club, non ultima la sua partecipazione anche alle regate virtuali, organizzate dal sodalizio, che hanno visto la partecipazione di più di 150 velisti da tutta Italia.

“Il Club Nautico della Vela con la scomparsa di Gennaro Cascinelli, piange un Amico ed uno dei più grandi dirigenti del sodalizio – ha dichiarato il Presidente, Raffaele Pelella – È stato nostro Presidente, ma soprattutto Socio Fondatore, più volte Consigliere ed attuale Vice Presidente del Consiglio Direttivo. Desidero esprimere alla moglie Clelia ed alle figlie Giovanna e Paola la vicinanza e l’affetto della grande famiglia biancorossa”.

Ai piedi dell’antico Forte Ovo di Napoli, l’11 agosto 1901, in seguito ad una profonda e insanabile divergenza sul sistema di voga da adottare, alcuni Soci del Reale Yacht Club Canottieri Savoia presero il cappello e, pur non sbattendo la porta, se ne andarono qualche metro più in là per fondare un nuovo Circolo Nautico che, oggi, rientra nel ristretto novero dei Club Italiani ultracentenari.

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A capeggiare il gruppo di dissidenti, Eugenio Simeone, Augusto Gandais e Francesco Dresda, alla cui protesta aderì immediatamente, tra gli altri, quel Michele Massa che avrebbe rifiutato la carica di presidente pur di non accreditarsi come il più anziano tra i Soci fondatori del Club.

La vicenda fu ricostruita con accenti sapidi dal corsivista de “il Propagando”, in un Moscone che reca la data del 16 agosto 1901.





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