Pesca alla spigola, migliori esche e tecniche per la cattura


La pesca alla spigola è una delle più praticate dai pescatori sportivi per la qualità della preda e per il prezzo elevato sul mercato ittico. Tra le specie ittiche più pregiate, dalle carni saporite e particolarmente indicate per gli alti valori nutrizionali, la spigola – nome scientifico Dicentrarchus labrax (Linnaeus, 1758) – nota comunemente come spigola nell’Italia peninsulare e insulare, o branzino, prevalentemente nell’Italia settentrionale, è un pesce osseo marino e d’acqua salmastra della famiglia Moronidae.

Si può trovare in mare aperto durante il periodo invernale, nei porti, tra le cavità rocciose o nelle foci dei fiumi, e per ogni tipo di habitat vengono prediletti alcuni tipi di esca ad hoc e tecniche di pesca diverse. Ma adesso vediamo quali sono le caratteristiche della spigola.

Come è fatta la spigola? Ecco le caratteristiche

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Spigola, ecco le caratteristiche

La spigola ha il corpo oblungo, i fianchi lievemente compressi, il peduncolo caudale sviluppato, scaglie piccole ctenoidi (cicloidi nello spazio infraorbitale), che lungo la linea laterale sono 62-80.

La testa è lunga con profilo lievemente discendente. Gli occhi sono rotondi e relativamente piccoli.
La bocca è ampia e terminale, con mandibola appena prominente. I denti, piccoli e sottili, sono disposti sulle mascelle, sul vomere, sui palatini e sulla lingua. Due spine volte all’indietro sono nettamente visibili sull’opercolo, mentre il preopercolo ha il bordo posteriore dentellato e delle spinette sul bordo inferiore.

La spigola ha due pinne dorsali vicine, ma nettamente separate. La prima è spinosa (8-10 raggi) e triangolare. La seconda ha 1 raggio spinoso corto e 12-13 molli inizialmente alti. L’anale (3 raggi spinosi e 10-13 molli) ha forma simile alla seconda dorsale, m è più bassa e inserita parecchio indietro. La pinna caudale ha 17 raggi; è robusta e incavata al centro, (senza essere forcuta). Le pettorali (15-16 raggi), come le ventrali (1 raggio spinoso e 5 molli), non sono molto grandi.

Il colore del corpo è argenteo, dorsalmente grigio-nerastro o piombo e ventralmente bianco. Una macchia scura e piccola si trova sul margine superiore dell’opercolo, specie nei giovani. Alcuni esemplari hanno colore grigio piombo lungo i fianchi e possono presentare riflessi giallo-verdastri, specie sulle pinne, e in alcuni casi anche rossastri. Le differenze di colorazione sono, in genere, dovute ai diversi habitat.

Dove vive la spigola?

Definita la regina della pesca sottocosta, la spigola è un pesce robusto, che predilige le acque salmastre e che rimonta le acque dolci. La si può trovare in acque di bassa profondità, oppure nei porti, come vedremo più avanti.

Da giovane conduce in acque tranquille una vita gregaria. Gli esemplari grossi vivono da isolati o a coppie. Nelle acque costiere si spinge fino a bassissime profondità, specialmente nei periodi di mare mosso. Si nasconde nelle spaccature tra le rocce, insieme a cefali e saraghi. Si riproduce nei mesi invernali da gennaio a marzo. Le uova sono galleggianti. Sono voraci e prevalentemente carnivori: si nutre di piccoli gamberi, cefalopodi, latterini e anche anguille.

Qual è il periodo migliore per pescare la spigola?

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Pesca alla spigola, una cattura a traina in mare aperto

Il periodo dell’anno migliore per pescare la spigola è l’inverno, nei mesi che vanno da novembre fino a febbraio. Infatti in questo periodo le spigole di grosse dimensioni si avvicinano alla costa per la riproduzione. Il momento migliore è quello di mare in scaduta, ossia quando il mare cambia fisionomia dopo una mareggiata, ma sempre prima di tornare calmo.

In estate invece la spigola ama frequentare le zone con minore profondità, entra molto spesso nei porti dove può addirittura divenire un pesce stanziale. Ciò accade perché la spigola viene definito un pesce spazzino, poiché si nutre anche di pesci morti o addirittura di carcasse di animali (finanche topi). Non è difficile trovarla in acque inquinate con meno di 2 metri di profondità, dove vi è una forte presenza di spazzatura o di cefalotti, di cui la spigola è ghiotta.

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I momenti della giornata più fruttuosi per la pesca sono le ore crepuscolari, con i cambi di luce tra la notte e il giorno. Tramonto e alba sono infatti i momenti migliori per la pesca alla spigola, ma d’estate la si può pescare anche nel primo pomeriggio o in tarda mattinata, mentre le condizioni meteo preferite dagli esperti sono il mare mosso, in scaduta (dopo una mareggiata) oppure quando si avvicina un temporale.

Durante le mezze stagioni come primavera e inverno, la spigola predilige le acque più profonde ed è possibile insidiarla a traina a poche centinaia di metri dalla costa.  Durante invece il suo periodo di riproduzione (da dicembre a marzo) torna in acque basse ricche di poseidonia per riprodursi. In questo periodo le spigole oltre ad essere affamate e molto meno selettive, si radunano in grossi banchi.

I tipi di esche per la pesca alla spigola

La pesca alla spigola si suddivide in due grandi categorie: pesca con esche naturali, quali ad esempio vermi marini, larve, pesci e crostacei (sarde, cefali, sardine e gamberetti) oppure pesca con esche artificiali (esche in silicone, minnow, cucchiaini, rapala). A seconda della tecnica di pesca, sceglieremo le nostre esche per le spigole. Importante è curare gli inneschi: la spigola è un pesce sospettoso, le esche vanno dunque innescate all’amo in maniera orizzontale o coda-testa (è il caso del bigattino o dei vermi).

Le esche naturali sono usate soprattutto per la pesca alla spigola a bolognese e a surfcasting, mentre le esche artificiali sono usate pescando con le tecniche dello spinning e della traina. Ad ogni modo, da vero pesce predatore, la spigola caccia in tutti i tipi di profondità.

Per la pesca a surfcasting o alla bolognese vengono utilizzati:

  • Vermi (bibi, koreano, americano, saltarello, esca rossa ecc.)
  • Bigattini
  • Sarde o sardine
  • Gamberetti freschi
  • Granchi
  • Cefalotti

Per la pesca a spinning alla spigola vengono usati invece:

  • Minnow con palettoni da 8-10-12 cm. 
  • Vermi siliconici
  • Shad: particolarmente raccomandati dagli esperti, risultano micidiali quelli di colorazione naturale o bianchi con la testa rossa.

Per la pesca in superficie, vengono adoperati popper da 8-10 cm e Wtd di piccole dimensioni dai 6 ai 10-12 cm, mentre per la pesca in profondità meglio usare i minnow, gli shad e i vermi siliconici.

Tutte le tecniche di pesca alla spigola

Pescata in vari modi sia dai pescatori sportivi che da quelli meno esperti, la pesca alla spigola può variare a seconda del luogo, dell’ambiente marino, del periodo stagionale e dall’attrezzatura da pesca che abbiamo a disposizione. Abbiamo passato in rassegna le tecniche più comuni, ma è doveroso ricordare che è possibile pescare la spigola anche con altre modalità, quali ad esempio con il palamito e nelle battute di pesca subacquea (di cui parleremo più avanti). Procediamo con le tecniche alla bolognese, a spinning e con galleggiante.

Pesca alla spigola a bolognese

La pesca alla spigola alla bolognese richiede una canna dai 6 agli 8 metri ad azione rigida, un mulinello di taglia 2500/3000, alcuni galleggianti con porta-starlight per le battute notturne nelle grammature da 1 a 2 grammi, pallini di piombo, terminali sottili lunghi almeno un metro, e ami microscopici.

Una canna lunga permette di effettuare una buona trattenuta dell’esca in condizione di corrente laterale (sia ad entrare, sia ad uscire) mentre un mulinello di taglia 3000, possibilmente a bobina larga, garantisce lanci e recuperi efficaci aiutando il pescatore nella sua impresa.

Pesca alle spigole con galleggiante: l’esca migliore

Il bigattino è l’esca preferita nella pesca alla spigola con galleggiante. Aiutandosi con una fionda, bisogna pasturare l’acqua con una manciata di bigattini, per far avvicinare il più possibile la spigola nel nostro raggio d’azione. Le fiondate devono essere costanti, per richiamare le spigole in transito che di sicuro saranno in cerca o comunque interessate al cibo.

Pesca alla spigola a spinning

La spigola a spinning è una pesca divertente e dinamica, la cui abilità sta nel recupero dell’esca. Viene spesso praticata dalla spiaggia dopo le mareggiate, soprattutto in inverno tra novembre e dicembre, ma anche nelle foci e dalle scogliere, dove spesso le spigole trovano riparo nelle cavità.

Il termine spinning deriva dall’inglese “to spin”, ruotare, dunque il movimento che l’esca dovrà avere nell’acqua durante il recupero dovrà imitare quello di un piccolo pesce che fluttua tra le onde durante una mareggiata.

Le esche artificiali siliconate sono quelle preferite nella pesca a spinning, ma si possono utilizzare anche piccoli cefali o sardine ben innescate, che durante i movimenti di recupero possano dare la parvenza di essere ancora vivi o comunque in difficoltà.

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Lanciare e recuperare è l’espediente migliore per risvegliare la sua voracità e sperare in un attacco fulmineo. Dopo aver lanciato, bisognerà recuperare con la lenza sempre in tensione, effettuando movimenti continui e precisi, oppure con partenze e improvvisi rallentamenti.

Dove pescare la spigola: porti e foci

Bisogna subito precisare che la pesca all’interno dei porti è vietata per legge, ma può accadere che le autorità chiudano un occhio quando le attività dei natanti sono ridotte. La spigola frequenta i porti, come abbiamo già accennato, perché va alla ricerca di pesce foraggio o di scarti dei pescherecci professionisti. Capita sovente che le spigole sostino presso canali fognari mal depurati, richiamo non indifferente per gli esemplari di grossa mole. Non è raro, infatti, beccare spigole corpulente con all’interno topi o pesci morti. La pesca nei porti avviene spesso di notte alla bolognese, con starlight montati sui galleggianti, oppure a fondo.

Pesca alla spigola in foce

Le foci rappresentano l’habitat preferito dalle spigole. Le troviamo praticamente sempre, in ogni stagione e in ogni condizione climatica, soprattutto nel periodo di frega, cioè della deposizione delle uova, che avviene proprio in acqua salmastra dove ci sono le condizioni ideali per lo sviluppo delle larve prima e avannotti poi. Durante la scaduta è sempre presente a ridosso delle coste, situazione ottimale per cacciare.  Le tecniche migliori di pesca a foce della spigola risultano alla bolognese oppure a fondo, a condizione però che il fondale non sia troppo profondo. Bigattino, gamberetti ma anche sarde e cefalotti sono le migliori esche.

Spigola e surfcasting

Ideale da praticare dalla spiaggia all’alba o al tramonto, in condizioni di mare mosso o in fase di scaduta, la pesca alla spigola a surfcasting è molto amata dai pescatori sportivi. La spigola tende ad avvicinarsi sottocosta quando è in cerca di cibo, perché dal fondale possono spuntare dei pasti prelibati. L’esca non deve toccare il fondo ma restare a mezz’acqua, per incuriosire la nostra preda che sarà attratta dai movimenti che avrà in acqua.

Generalmente vengono adoperate esche vive quali sarde, sardine, cefalotti, ma c’ anche chi adopera gamberi e granchi, il cui innesco all’amo viene effettuato anche legandole. Di seguito, vi proponiamo un video mozzafiato di una battuta di pesca alla spigola a surfcasting (Direttamente dal canale YouTube gianpi surfcasting sicilia, buona visione!)

Pesca subacquea alla spigola

La battuta di pesca in apnea può riservare delle belle sorprese anche con le spigole. Vengono catturate non di rado dai pescatori subacquei, soprattutto nelle parti roccioso o in presenza di poseidonie. Avviene soprattutto nella fase di scaduta della mareggiata con la risacca nella schiuma, dove la spigola ama cacciare i pesci più piccoli in difficoltà.

I richiami sonori (schiaffo sull’acqua, glottide, rumore sullo scoglio) vengono utilizzati nella pesca subacque per attirare le spigole. La pesca commerciale impiega soprattutto reti da posta ma anche sciabichelli e reti da circuizione nonché palamiti

Dove si può trovare la spigola nel mondo

La spigola o branzino è diffusa nei mari italiani un po’ dappertutto, ma anche nell’Atlantico nordorientale temperato e subtropicale dalla Norvegia al Senegal, e nel mar Nero. Non è presente nel mar Bianco, nel mare di Barents, nel mar Baltico e nel mar Caspio. Nella parte nord dell’areale migra verso acque più profonde in inverno.
È una specie strettamente costiera (occasionalmente può trovarsi fino a un centinaio di metri di profondità) che popola ambienti di ogni tipo nei pressi della riva, sia con fondali duri che sabbiosi. Essendo molto eurialina penetra regolarmente, soprattutto in estate, nelle acque salmastre di lagune e foci Può raggiungere non di rado le acque completamente dolci. Ha abitudini demersali. I giovanili stazionano prevalentemente in acque salmastre.





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