Sole e mare aiutano contro la psoriasi? Ecco il parere del naturopata


Sole e mare giovano davvero nel trattamento della psoriasi? D’estate, si sa, chi è affetto da questa malattia psicosomatica che attacca la pelle vede migliorare. L’acqua di mare ha notevoli benefici per il corpo, la salsedine inebria e migliora l’umore.

Insomma, relax con sole e mare fanno bene alla psoriasi. Ma non per tutti è così. Accade infatti che anche chi è affetto da psoriasi, e vive a stretto contatto con il mare e il sole, non trova benefici nel medio e lungo termine. Come mai?

Sole e mare aiutano contro la psoriasi: cosa dice l’esperto

Lo abbiamo chiesto a Michele Miglio, naturopata diplomato in Medicina Alternativa presso l’Università Claude Monet di Bruxelles, che da anni studia la psoriasi e la combatte con metodi naturali. Le sue cure, prescritte in questi anni a più di mille pazienti, prevedono infatti rimedi naturali per la pelle, che nella stragrande maggioranza dei casi tende a migliorare. Ecco l’intervista che abbiamo realizzato.

Il connubio mare-sole sembra un toccasana per la psoriasi. Come mai?

“Sì, effettivamente è così, anche se non tutti ne traggono beneficio. Questo è dovuto al fatto che di solito, quando si è al mare, si è un po’ più tranquilli, più rilassati, abbassando i livelli di stress, uno dei possibili fattori scatenanti la psoriasi. Sicuramente dà i suoi benefici, anche se moltissimi pazienti che mi scrivono, pur vivendo al mare, non notano tutti questi benefici. Il sole attiva la vitamina D, che gli studi scientifici dimostrano combattere l’infiammazione: ecco perché spesso vengono prescritti prodotti a base di derivati di vitamina D. L’acqua di mare, per il suo contenuto di sale, ha un effetto antibatterico e questo aiuta in modo significativo perlomeno a tenere ‘pulite’ le placche della psoriasi”.

Analizziamo uno per volta i benefici : quali sono quelli del mare per la pelle? Pro e contro

“Sicuramente il fatto di essere un più rilassati: solitamente si va al mare per svagarsi, la vacanza, il momento di relax, clima più asciutto, sole più caldo, esposizione alla luce maggiore, tutti fattori che attivano la vitamina D nel corpo, la quale svolge azione antinfiammatoria. Bisogna tenere presente che con la dieta viene assunto solo il 10 per cento della vitamina D, il restante 90% è prodotto dalla nostra pelle con l’esposizione ai raggi UVB. Purtroppo antisolari e creme protettive, impediscono in buona parte questo meccanismo, che potrebbe essere il motivo per cui alcune persone non ne traggono beneficio. Spesso persone che soffrono di psoriasi, lamentano prurito, che come conseguenza porta la persona a grattarsi. In una manifestazione come la psoriasi dove la pelle tende a disquamarsi e a formare ragadi o fessurazioni vi può essere associata all’infiammazione il profilarsi di batteri, il miglioramento dato dall’acqua di mare è proprio dovuto al sale contenuto, che ha effetto antibatterico”.

“La Vitamina D è un anti-depressivo: in Svezia, Norvegia e Finlandia l’incidenza della psoriasi si aggira intorno all’8-9% della popolazione rispetto alla media mondiale del 3%”

“I pro li abbiamo visti, quindi maggior esposizione a raggi UVB con attivazione della vitamina D, che poi in realtà è un ormone, azione antibatterica dell’acqua, relax e quindi meno stress. Inoltre, il sole è tra i migliori antidepressivi esistenti, probabilmente questo spiega il perché nei paesi nordici, soprattutto Svezia, Norvegia e Finlandia l’incidenza della psoriasi si aggiri intorno al 8-9% rispetto alla media del 3% del resto del mondo. I contro, sono rappresentati da una esposizione al sole fatta in modo scorretto, l’utilizzo di creme protettive che impediscono questo processo e, in alcuni casi ,un’alimentazione più abbondante e sregolata rispetto a quella abituale”.

Al di là del benefici, esistono delle particolari raccomandazioni? Ad esempio: una persona che ha manifestazioni sulla pelle, come può proteggere dai raggi del sole la psoriasi sulle mani, ad esempio, oppure su altre parti del corpo esposte ai raggi solari?

“Sarebbe opportuno esporsi al sole gradualmente in alcune ore della giornata, per poi aumentarle, questo darebbe al corpo il tempo di abituarsi, sarebbe una buona cosa dopo l’esposizione al sole , utilizzare creme lenitive e idratare la pelle, assumendo anche molti liquidi, preferendo un’alimentazione ricca di verdure crude e frutta, evitando pasti elaborati”.

Una credenza comune è che la psoriasi scompaia con qualche giorno di relax al mare: è proprio così?

“No, ogni persona è un individuo, questo vuol dire che non è detto che ciò che fa bene a me, dia lo stesso risultato a te. Tra i miei pazienti, molti vivono al mare, eppure non hanno tutti questi benefici. Per assurdo la maggior parte dei clienti che lamentano il non ottenere giovamento, sono persone che vivono al mare, soprattutto in Sicilia”.

Quali sono le principali cause della psoriasi?

“La psoriasi viene definita una malattia multifattoriale, innanzitutto vi è una componente genetica: un primario di dermatologia, con cui sono amico, un giorno mi disse che la psoriasi è un errore di trascrizione genetico, questo vuol dire che l’individuo che ha come patrimonio questo ‘errore’ ha la malattia ma potrebbe non manifestarsi. Questo spiega perché i fattori scatenanti sono molteplici: depressione, alimentazione scorretta, trauma, presenza di un batterio, stress, depressione , carenza di vitamine o minerali, permeabilità intestinale. ”

“La psoriasi non è uguale per tutti: mare e sole possono aiutare, ma i fattori che incidono sono molteplici”

Come dicevamo prima, ogni persona è un individuo a sé, e anche se la patologia è la stessa, e non è uguale per tutti il modo di viverla. Ho clienti che hanno pochissime chiazze e la vivono molto peggio di altre che la presentano molto più estesa. Paradossalmente, in queste persone che la vivono così male, è più difficile da gestire, perché subentra una forma di depressione reattiva, scatenata dal fatto di non accettare la patologia, che ha un effetto aggravante sulla patologia stessa”.

D’estate dunque la situazione sembra migliorare. Qual è invece il miglior modo per tenere a bada la psoriasi tutto l’anno?

“Bisogna considerare la psoriasi un po’ come l’Etna, tranquillo anche lunghi periodi, ma ogni tanto dimostra di essere bella attiva. Per mia esperienza sconsiglio l’uso di cortisonici, e anzi consiglio una discreta attività fisica, alimentazione corretta e non diete assurde, integrate con molta vitamina D, soprattutto nel periodo invernale. Inoltre, consiglio di utilizzare creme non chimiche per idratare la pelle, bisogna prendere delle abitudini, nel curare la nostra pelle, un po’ come si fa con un bimbo”.

Esistono varie manifestazioni della psoriasi: inizio di psoriasi leggera, a macchie, oppure acuta, a placche. Il più delle volte, vengono consigliate cure a base di cortisone. Che effetti provocano nel medio lungo termine?

“Sì, esistono diverse forme di psoriasi, anche se quelle che colpiscono di più sono la volgare, a placche e la guttata, poi un 30% circa tende a sviluppare artrite psoriasica, ovvero un’infiammazione che colpisce le articolazioni, partendo dalle più piccole. Premetto, il cortisone può essere un salvavita, in alcune circostanze, ma non è una cura, soprattutto per malattie croniche come la psoriasi. Il cortisone sostanzialmente è un ormone sintetico copiato dal cortisolo, prodotto dalle ghiandole surrenali”.

“I cortisonici, a lungo andare, hanno diversi effetti collaterali”

“L’uso continuativo di cortisonici ha diversi effetti collaterali tra cui : ipertensione ,edemi, ritenzione idrica, iperglicemia, insulino resistenza, diabete mellito, ritardano la guarigione delle ferite, atrofia muscolare, fragilità capillare, fanno accumulare grasso corporeo nel viso, collo e addome, insonnia, sintomi depressive se si smette di colpo, aumento dei globuli rossi, dell’emoglobina dei neutrofili, riduce i linfociti, osteoporosi eccetera. Considerando che, spesso, dopo l’utilizzo continuo e prolungato, anche se molto meno di quello che si pensa blocca la produzione di cortisolo da parte delle surreni innescando la fase rebaund, ovvero un peggioramento della manifestazione psoriasica”.

I rimedi naturali per la psoriasi sono tra i più richiesti. Cosa consiglia, e quali sono le proprietà benefiche che giovano su questa malattia psicosomatica?

“I rimedi naturali sono quelli che danno risultati più significativi e duraturi, intanto una buona base di partenza è valutare quali sono le cause scatenanti la psoriasi in una persona, se ad esempio ho un alimentazione corretta ma sono una persona depressa e ovvio che insistere sull’intestino non ha senso, bisogna lavorare in altra sede. Dopo anni di esperienza con questa patologia, su cui lavoro dal 2009, quando colpì i gomiti di mia figlia, ho fatto ricerca e studi in proposito, fino a formulare un prodotto completamente naturale. Psoderma Repaire è una crema completamente naturale che applicata due volte al giorno, la sera prima di andare a dormire e al mattino ha dato risultati in oltre l’80% delle persone. I suoi complessi vegetali vanno a lavorare in sinergia in ogni possibile causa che possa scatenare la psoriasi. Esistono diversi tipi di creme naturali in commercio, che sono valide, ma ognuno reagisce in modo diverso.Il problema è che in Italia questi prodotti non sono sovvenzionati dal sistema sanitario e quindi bisogna acquistarselo, anche se stiamo lavorando in questa direzione”.





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