Squalo balena, il pesce più grande al mondo a rischio estinzione


Lo squalo balena, anche conosciuto come lo squalo buono, è un pesce appartenente alla famiglia Rhincodontidae ed è assolutamente innocuo per l’uomo. Date le sue caratteristiche, è classificato come il più grande pesce che attualmente si conosce.

Lo squalo balena non fa parte dei mammiferi, a differenza della balena: è infatti un pesce a tutti gli effetti, nonostante stazza e sembianze facciano pensare il contrario. Fa parte della specie dei condritti, la classe di pesci caratterizzati da uno scheletro cartilagineo che comprende tutte le specie di squali e razze esistenti, ed è appartenente all’ordine degli squali tappeto. A differenza di altri squali, però, non è pericoloso per l’uomo: dato il suo carattere mansueto, sul web è facile imbattersi in annunci di viaggi alle Maldive, in Messico, in Australia o alle Filippine, in cui promettono immersioni e snorkeling a stretto contatto con lo squalo balena. Pratica sconsigliata dagli esperti non di certo per la pericolosità dell’animale, ma perché questa specie a rischio estinzione potrebbe essere turbata nella sua routine quotidiana.

Il primo avvistamento del gigante buono

Il primo esemplare di squalo balena (Rhincodon typus) fu classificato nel 1828 dal naturalista Andrew Smith a seguito del suo ritrovamento lungo le coste del Sudafrica. Difficile da avvistare e ritenuto specie a rischio, lo squalo balena ha subito un declassamento da specie vulnerabile (status acquisito dal 2000) a specie in pericolo di estinzione perché negli ultimi anni gli studiosi hanno purtroppo confermato un declino consistente nelle popolazioni di questo gigante buono. La pesca, i cambiamenti climatici ed altri fattori che staremo a vedere in seguito, hanno messo a repentaglio l’esistenza dello squalo balena in alcune aree del Pianeta.

Quali sono le caratteristiche dello squalo balena?

Lo squalo balena, soprattutto gli esemplari adulti, ha delle dimensioni notevoli e può raggiungere la lunghezza massima misurata di 12,6 metri e un peso di 21,5 tonnellate. Questo squalo si riproduce in maniera ovovivipara, cioè gli embrioni vengono mantenuti nell’utero materno fino al momento del parto. Queste caratteristiche lo hanno premiato come il pesce più grande al mondo.  Secondo alcune stime, questa specie potrebbe raggiungere anche i 20 metri di lunghezza, ma negli ultimi anni le dimensioni medie degli esemplari rinvenuti sta diminuendo per via della pesca eccessiva che sta riducendo la vita media dello squalo.

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La comunità internazionale e le persone tutte devono immediatamente porre in atto un controllo sulle attività umane per garantire la sopravvivenza della specie. Proprio a questo scopo, nel 2006 è stato creato il Maldives Whale Shark Research Programme (MWSRP), un ente di beneficenza che svolge attività di ricerca sugli squali balena e promuove iniziative di tutela incentrate sulla comunità delle Maldive. L’obiettivo, è quello di usufruire al meglio della ricerca scientifica per salvaguardare la ricca biodiversità e i fragili ecosistemi marini che sono fondamentali per preservare non solo gli squali balena ma anche la vita, i mezzi di sostentamento e la cultura delle Maldive.

Lo squalo balena si distingue immediatamente nell’aspetto dalle altre specie di squalo sia per la sua testa larga e piatta, sia per le macchie gialle presenti sulla sua pelle, caratteristica che aiuta gli scienziati nel riconoscimento degli individui. Le dimensioni notevoli non sono il solo record: lo squalo balena è infatti anche il pesce più longevo al mondo, raggiungendo i 60 anni di età. Ad un primo e superficiale sguardo, date le sue dimensioni, lo squalo balena potrebbe sembrare un animale pericoloso per l’uomo, mentre lo ribadiamo è in realtà una specie del tutto innocua.

Cosa mangia lo squalo balena?

Un pesce che però mangia come una balena, perché con la sua grande bocca filtra il plancton. A differenza di altre specie di squalo ben più famose e popolari, infatti, lo squalo balena si nutre esclusivamente di plancton, piccoli pesci (pesce azzurro su tutti), crostacei quali gamberetti e altri piccoli organismi.

La bocca dello squalo balena è munita di 310 file di denti, ma a differenza di quanto si possa immaginare la sua dentatura è inoffensiva. I suoi denti infatti sono minuscoli, ma lo scopo cui vengono utilizzati è di tutt’altro tenore rispetto a quello degli altri squali. Lo squalo balena è un pesce filtratore: attraverso l’apertura della sua ampia bocca (fino ad 1,5 metri di apertura) e la conseguente entrata di acqua che viene filtrata nelle sue fauci.

Lo squalo balena è un grande nuotatore in grado di percorrere migliaia di miglia marine alla ricerca di cibo. Una stima valuta che sia in grado di filtrare circa 2 milioni di litri di acqua marina ogni ora. Come per tutte le specie di squali, deve nuotare continuamente per respirare attraverso le sue grandi branchie.

Squalo balena, come riconoscerlo

Diversamente da quanto accade per molte altre specie, lo squalo balena è davvero inconfondibile.
Pur mantenendo le caratteristiche generali del corpo di uno squalo, lo squalo balena ha delle caratteristiche davvero uniche. Ovviamente la dimensione è il primo dettaglio, ma ci sono altre peculiarità che lo rendono assolutamente riconoscibile. La testa è larga e piatta e la bocca è posizionata frontalmente, mentre in tutti gli squali è collocata in posizione ventrale, cioè rivolta verso il basso. Il corpo è di colore grigio-verde, ricoperto da una moltitudine di pois bianchi, che hanno ispirato la popolazione del Madagascar nell’attribuirgli il nome di “Marokintana”, che vuol dire “dalle mille stelle”.

Le pinne pettorali sono proporzionalmente molto grandi, mentre la pinna caudale è solo moderatamente eterocerca (cioè i due lobi sono quasi uguali, mentre in genere in tutti gli squali è fortemente eterocerca, con il lobo superiore molto più lungo di quello inferiore).  Tre creste percorrono longitudinalmente il corpo, dalla parte posteriore delle branchie all’inizio del peduncolo caudale.

I denti dello squalo balena

Come abbiamo già spiegato in precedenza, la dentatura di uno squalo balena rispetto a quella di un altro tipo di squalo è diversa. Lo squalo balena è munito di 310 file di piccoli denti (da 3000 a 5000 per ogni arcata mandibolare), ma essi sono assolutamente inutilizzati: ciò a conferma che probabilmente durante la sua lunga evoluzione, lo squalo Balena ha modificato le sue tecniche alimentari e le sue prede. Dunque, la sua dentatura è inoffensiva.

Come si nutre allora lo squalo balena? Periodicamente compie una serie di singulti che hanno il compito di convogliare il plancton raccolto, nell’esofago, e quindi di filtrare l’acqua.

Curiosità sullo squalo balena


Non è raro imbattersi in uno squalo balena che nuota verticalmente: i suoi movimenti sono particolarmente affascinanti, e la sua osservazione può riservare parecchie sorprese. La bocca larga e apparentemente ssdentata è solo una delle tante caratteristiche di questa specie. Il nuoto verticale è di sicuro la curiosità che più affascina. Non lo squalo balena gigante, infatti, può restate immobile in posizione verticale sotto il pelo dell’acqua, intenti a pompare attivamente l’acqua e il plancton subsuperficiale che si è addensato, forzando qualche “pseudo-singhiozzo” che permette di convogliare tutto il cibo filtrato verso la gola. Uno spettacolo unico, ed è anche per questo che in molti scelgono di immergersi per poterlo vedere in azione (come nel video che vi abbiamo proposto, pubblicato sul canale YouTube di Valter Cavallini).

Avvicinamento e osservazione

squalo balena 2Se sono animali innocui e particolarmente spettacolari, allora perché è sconsigliato avvicinarsi troppo o toccare gli squali balena?

La soluzione è semplice: per non disturbare la loro quiete, in quanto questi animali sono già alle prese con una estenuante lotta per la conservazione della specie.

Il modo più semplice per avvicinare lo squalo balena è lo snorkeling, quando questi nuotano prossimi alla superficie.

Se proprio avete deciso di immergervi per incontrare uno squalo balena, ricordatevi che cii sono alcune regole da seguire per non turbare la sua tranquillità:

  • Lasciarsi cadere in acqua creando meno rumore possibile, qualche metro più avanti dell’organismo così che sia lui a venirvi incontro;
  • Non puntarlo o inseguirlo;
  • Cercare di non toccarlo a tutti i costi;
  • Non cercare di avvicinarsi troppo: qualsiasi atteggiamento molesto verrà riconosciuto come “tentativo di predazione” o di disturbo per l’animale;
  • Evitare i flash della fotocamera: gli occhi dello squalo balena non gradiscono le luci forti.

Dove vive lo squalo balena?

Lo squalo balena è un animale migratore che abita le acque tropicali e temperato- calde di tutto il globo, mantenendosi in genere tra i trenta gradi di latitudine in entrambi gli emisferi. Predilige le acque delle Maldive, dell’Australia e delle Filippine, ma non mancano gli avvistamenti nel Mar Mediterraneo.
Da adulto ha abitudini principalmente pelagiche, preferisce cioè vivere in mare aperto. Lo squalo balena però si avvicina alle coste stagionalmente in numerosi siti di aggregazione sparsi in molte parti del mondo. Non si conosce con l’esattezza la natura di questi assembramenti, che possono essere in alcuni casi di tipo alimentare e in altri casi di tipo riproduttivo.

Squalo balena in Italia: avvistamento in Sardegna

Il Golfo dell’Asinara rientra tra le rotte migratoria dello squalo balena. Due splendidi esemplari sono stati avvistati nel 2005 a circa tre miglia da Fiume Santo da un pescatore turritano, che ha subito informato la Guardia costiera della Capitaneria di Porto Torres e l’Icram (l’Istituto nazionale che si occupa della ricerca marina). I marinai della motovedetta «CP810» sono anche riusciti a immortalarli, utilizzando la camera di un cellulare, i due «giganti gentili» che dopo avere girato un po’ attorno si sono allontanati.

Il singolare avvistamento (altri squali sono stati visti e anche pescati nelle acque dell’Asinara, specie in prossimità di Fiume Santo, ma esemplari così grandi rappresentano una rarità) ha fatto nuovamente salire l’interesse attorno al Santuario pelagico che coinvolge anche il nord Sardegna.

“Li ho visti comparire improvvisamente attorno alla barca – ha raccontato il pescatore che li ha avvistati per primo – e sono rimasto sorpreso. Non avevo mai visto un pesce così grande dal vivo: uno era lungo più di dodici metri, e anche l’altro era delle stesse dimensioni. Ho capito che si trattava di squali balena (li ho visti nei filmati e nei libri e so che non fanno del male a nessuno), mi sono sporto dalla barca per cercare di accarezzarli ma si sono allontanati subito». Il pescatore ha quindi informato la Capitaneria e l’Icram affermando senza alcun dubbio che quelli appena visti gironzolare attorno alla sua imbarcazione erano proprio degli squali balena”.

Cosa mangia lo squalo balena?

L’alimentazione dello squalo balena viene praticata spesso in profondità, dove percorre lunghe nuotate filtrando passivamente l’acqua e nutrendosi di piccoli crostacei, uova di pesce e di coralli, calamari e piccoli pesci.

Ritorna in acqua bassa per scaldarsi e fare man bassa di plancton quando questo si riunisce ad elevata densità in prossimità della superficie, risucchiando attivamente l’acqua nella cavità orale.
I ricercatori hanno notato che i siti di aggregazione hanno tutti una particolare conformazione dei fondali, caratterizzati da piattaforme di acqua basse che sprofondano ripidamente a grande profondità. Questa caratteristica permette probabilmente allo squalo balena di alimentarsi nelle acque profonde e risalire velocemente in superficie per scaldarsi, mantenendosi sempre vicino al fondo dove riesce a procurarsi maggiori quantità di cibo.

Strategie riproduttive dello squalo balena

Lo squalo balena è ovoviviparo. Ciò significa che la riproduzione avviene attraverso fecondazione interna e la femmina partorisce dei cuccioli vivi, in genere uno o due, grandi circa 50 o 60 cm. La maturità riproduttiva è raggiunta molto tardi, si stima a circa 30 anni di età. I tassi riproduttivi, pertanto, sono molto bassi se considerati in relazione a quanto accade per la maggior parte dei pesci.

Conservazione e protezione di una specie a rischio

Purtroppo lo squalo balena è stato ed è ancora oggetto di una pesca intensiva per vari scopi. E’ infatti considerato una importante fonte alimentare in molte culture locali ed è stato oggetto di attenzione da parte della pesca industriale. Lo squalo balena veniva ricercato soprattutto per l’estrazione dell’olio del suo fegato, che date le grandi dimensioni ne contiene una grande quantità. Va ricordata anche l’importante domanda dei mercati asiatici, dove i prodotti ricavati dallo squalo balena sono ricercati perché utilizzati nella medicina tradizionale cinese.

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La pesca intensiva, unita a tassi riproduttivi molto contenuti e alla bassa capacità di recupero delle popolazioni hanno spinto molte organizzazioni internazionali di protezione della biodiversità ad inserirlo, a vario titolo, in regimi di tutela per la protezione della fauna selvatica a rischio. L’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha classificato lo squalo balena come specie a rischio, la Cites lo ha inserito all’interno della convenzione per regolamentarne la pesca e il commercio internazionale.





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