Passeggiate nella Napoli Vicereale | I Quartieri Spagnoli


Inquadramento storico

Con il trattato di Lione (1504) il Regno di Napoli passò sotto il dominio del Regno di Spagna perdendo l’autonomia di cui aveva goduto durante il dominio angioino e aragonese. La gestione era esercitata direttamente da Madrid attraverso il Supremo Consiglio d’Italia, per lo più ignaro della reale situazione dei territori amministrati. Durante il periodo vicereale visse una crisi finanziaria dovuta alle ingenti imposte che servivano ad alimentare il lusso della corte spagnola e a finanziare le guerre di espansione. Nel ‘600 si aggiunsero anche gli effetti della crisi economica provocata dall’ inflazione dei metalli preziosi provenienti delle nuove colonie americane.

Con il tempo  il Supremo Consiglio d’Italia perse autorità a vantaggio del vicerè. A Napoli c’era anche il Parlamento che si riuniva a S.Lorenzo, composta da feudatari delle province e dodici esponenti dell’aristocrazia napoletana. Nel 1642 le competenze passarono ai rappresentanti della nobiltà.

Il passaggio del meridione ad uno stato moderno avvenne in modo diverso rispetto al resto d’Europa. Le monarchie assolute in Europa utilizzarono la borghesia per contrastare la feudalità. Nel Regno di Napoli non essendoci una borghesia attiva, la Spagna decise di trovare un compromesso con la feudalità parassitaria.

Con le scoperte geografiche, i feudatari persero gran parte del guadagno e furono costretti ad abbandonare i propri terreni, la nuova nobiltà continuò ad utilizzare sistemi di coltura meno rischiosi per il proprietario mentre in Europa la borghesia migliorò le condizioni potenziando l’attività agricola. La monarchia fu rafforzata in seguito ai conflitti interni dell’aristocrazia, i vicerè convinsero molti nobili ad abbandonare i loro feudi in modo da avere sotto il controllo diretto il potere politico, In cambio chi si trasferiva in città poteva godere di privilegi  fiscali e giurisdizionali. La nobiltà, i mercanti, i giovani che frequentavano l’università, unica in tutto il Regno, i contadini e i braccianti, lavoratori saltuari resero Napoli una delle città con maggiore popolazione d’Europa, seconda solo a Parigi e Londra. Se da un lato bisognava trovar il modo di affrontare l’emergenza degli alloggi per l’ aumento degli immigrati, dall’altra nel XVI secolo vennero concessi contributi pubblici ai nobili  per la costruzione di palazzi e al clero venne riconosciuto il diritto “a fare insula”, questi potevano acquistare a prezzi molto convenienti le case adiacenti i conventi. Numerosi erano i privilegi di cui godeva il clero, nel 1590/1592 si contavano 92 monasteri con 3769 religiosi. In questo periodo furono anche istituiti numerosi istituti di beneficenza ad opera di nobili con la speranza di ottenere la salvezza dell’anima promessa con il Concilio di Trento. Non mancarono le rivoluzioni tra cui quella capeggiata da Masaniello del 1647

Via Toledo e Quartieri Spagnoli

Durante il viceregno, Napoli vide un’espansione della città verso occidente. Don Pedro de Toledo fu l’artefice del cambiamento urbanistico della città, il suo piano metteva in risalto da un lato il potere accentratore, dall’altra la mancanza di autonomia e il disinteresse per i problemi del popolo. A lui si deve anche la costruzione di Via Toledo e de i Quartieri Spagnoli, adibiti ad alloggi per le truppe vicereali. I quartieri presentano ancora oggi una struttura a scacchiera con strade parallele ed ortogonali. A causa dell’aumento della popolazione furono edificati numerosi edifici e strade, gli spazi verdi furono sempre più ridotti e i palazzi divennero di 5/6 piani come nelle zone più popolari. Bisogna considerate che all’epoca i palazzi non superavano i due piani.

Cosa vedere

Metro Art – Toledo

Progettata dall’architetto Oscar Tusquets Blanca, definita la metro più bella d’Europa dal quotidiano britannico Daily Telegraph http://www.anm.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1565&Itemid=436

Murales ai Quartieri Spagnoli

Negli ultimi anni i Quartieri Spagnoli sono stati valorizzati grazie anche alle opere di Street Art realizzate da numerosi artisti di fama nazionale e internazionale come Bosoloetti, Cyop&Caf. Bisogna immergersi tra i vicoli dei palazzi storici e cercare le opere che spesso esaltano i personaggi che hanno segnato la storia di Napoli tra cui Maradona, Totò, Troisi, De Filippo..

Fondazione Foqus

Un progetto realizzato dalla Fondazione nel cuore dei Quartieri Spagnoli con l’obiettivo di contrastare l’emarginazione e contribuire allo sviluppo socio economico della città. https://www.foqusnapoli.it/storia/

Don Cafè

Giuseppe, giovane ragazzo dei Quartieri Spagnoli ha creato la sua attività: il caffè itinerante. Di solito è possibile trovarlo tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli o a Via Toledo, se vi fermate potrete deliziarvi con un caffè prodotto nella classica caffettiera napoletana ‘Cuccuma’ e mangiare la tipica sfogliatella napoletana. https://www.facebook.com/pg/doncafestreetartcoffee/about/?ref=page_internalhttps://www.facebook.com/pg/doncafestreetartcoffee/about/?ref=page_internal

Casa Tolentino

Un monastero seicentesco con una terrazza panoramica, dopo un progetto di riqualificazione è diventato anche un B&B gestito da giovani volenterosi di una cooperativa che hanno l’obiettivo di valorizzare il territorio e creare occupazione. http://www.casatolentino.it/it

Se vuoi saperne di più, contattaci per avere informazioni sulle nostre visite guidate https://info-artes.it/tour/guida-turistica-napoli/

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